martedì 21 gennaio 2014

Articolo su "Vivere - Il centro direzionale".

E' stato pubblicato sulla rivista "Vivere - Il centro direzionale", nella rubrica cultura e svago, un interessante articolo, a firma del dr. Alessandro Franchi, sul romanzo dal titolo "THULE - Il segno del comando" scritto dal dr. Carlo Brunetti. 

Si rammenta che l'autore è alla ricerca di un Editore che voglia sposare il progetto editoriale.






 

domenica 12 gennaio 2014

Articolo del dr. Pino Cavuoti su "Punto Abruzzo.it".

Si segnala ai lettori l'articolo apparso sulla rivista on-line "Punto Abruzzo.it" a firma del dr. Pino Cavuoti.


Di seguito il testo della nuova recensione.


L’esordio letterario di Carlo Brunetti con “Thule” e i misteri di Regina Coeli


gen 12 2014


Verso la fine della scorsa estate ho ricevuto a casa un libro. E’ stato scritto da Carlo Brunetti, che ho conosciuto a Vasto nella sua funzione di direttore della casa circondariale di Torre Sinello. Il libro ha una copertina di colore bianco ed ha il titolo “Thule – Il segno del comando”, rappresenta il suo esordio letterario ed è autoprodotto. E’ dedicato alla moglie Rossella “che era la mia vita” e che il destino ha voluto strapparla al suo affetto proprio a Vasto, in maniera così drammatica. La lettura procede scorrevole e con piacere, anche se avrei preferito qualche pagina in più. L’impressione è che lo scrittore avesse fretta di finire, eppure la narrazione ha ritmo ed è il frutto di un attento lavoro di ricerca. La storia è intricante e porta il lettore a viaggiare tra il passato e nel presente dei fatti narrati costringendo a una lettura delle pagine non distratta, in particolare di quelle che parlano della Germania di Adolf Hitler. E’ ambientato nella primavera del 1970, dentro le cinta murarie del carcere di Regina Coeli dove arriva un nuovo direttore, Carlo Maria Ferrero. Arrivo segnato da un detenuto che è stato malmenato e da “strani personaggi in una struttura dove si tengono culti misterici” e che hanno alle spalle un percorso tormentato e caratterizzato da violenze e sopraffazione. Il giovane funzionario dovrà fare i conti con personaggi legati tra loro alla ricerca di Agharti e la Thule, tra nazismo ed esoterismo. Un romanzo che «vuole essere – come scrive nella lettera che Brunetti mi ha inviato – un momento di apertura sul complesso e affascinante mondo carcerario». E lo si fa entrando dal cancello principale accompagnati da chi vive ogni giorno la realtà del mondo visto, seppur per lavoro, da dietro le sbarre.
Pino Cavuoti

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mercoledì 6 novembre 2013

THULE è su "Letture fantastiche".

Il romanzo THULE è stato recensito sul portale web dedicato alle "Letture fantastiche" di Gianluca Turconi.
Un altro importante riconoscimento per il romanzo/storico/noir di Carlo Brunetti.
Per vedere le pagine dedicate al volume è possibile collegarsi ai seguenti link:




martedì 22 ottobre 2013

Crowdfunding.

Si segnala che alle pagine http://www.kapipal.com/50ea2853ec8d43fa979ad53952d7380a e http://www.produzionidalbasso.com/pdb_3029.html è possibile contribuire alla pubblicazione del romanzo.
Infatti, ho deciso di avviare una raccolta fondi per migliorare il volume (con una operazione di editing professionale) in modo da renderlo ancora più appetibile per un editore.
L'invito che rivolgo agli amici e ai lettori è di donare almeno 20 euro per il comune progetto.
Per ogni donazione superiore ai 20 euro verrà consegnata in omaggio una copia del romanzo ad avvenuta pubblicazione.







giovedì 10 ottobre 2013

Thule, noir ambientato in carcere: l'autore è il direttore.

In carcere si scrive molto. Per i detenuti scrivere rappresenta uno sfogo, una presa di coscienza, una fuga. E qualcuno ci riesce anche bene e diventa, ma forse lo era già, grande poeta (Nâzım Hikmet-Ran ad esempio) o valente scrittore (tra gli americani mi vengono in mente Caryl Chessman e più recentemente Edward Bunker, tra gli italiani penso a Carmelo Musumeci, a Sandro Bonvissuto e anche a Massimo Carlotto, il principale esponente della narrativa noir in Italia, che deve molto del suo lavoro alle conoscenze maturate nell'ormai lontano periodo della sua carcerazione).
Ma la sorpresa-novità è che la "vena letteraria nata in carcere" questa volta ha "toccato e colpito" un direttore di carcere che fino a qualche tempo fa conoscevo come autore di saggi scientifici e manuali per la formazione e l'aggiornamento del personale dell'Amministrazione penitenziaria e che ora scopro come scrittore di un noir ambientato a Regina Coeli.
Parlo di Carlo Brunetti e il titolo del suo romanzo è Thule, il segno del comando, 300 pagine, dove il protagonista è proprio il direttore dell'Istituto, giovane e brillante che si trova improvvisamente alle prese con un pestaggio e un suicidio-omicidio (se l'uno o l'altro si scoprirà leggendo).
Ma c'è di più, c'è anche la storia in questo romanzo, o meglio ci sono misteri e riferimenti che vanno indietro nel tempo, a Himmler, alle SS, alle spedizioni in Tibet in cerca delle origini del Reich, a Odessa, al ruolo del cardinale Montini (futuro Papa Paolo VI) nella fuga di molti gerarchi nazisti.
Un bel lavoro questo di Carlo Brunetti e del tutto nuovo nel suo genere: se fino a ieri eravamo abituati a poliziotti che diventano giallisti come Maurizio Matrone (Fiato di Sbirro, Delitti per le feste...), a magistrati che diventano autori di saggi e romanzi come Gianrico Carofiglio (il Silenzio dell'onda, Cocaina...) e Gianni Simoni (Il caffè di Sindona, Pesca con la mosca...), ecco adesso il direttore di carcere scrittore. Caso unico, così credo, in Italia.
Mi dice Carlo Brunetti: 
Ho voluto realizzare un romanzo giallo ambientato in un carcere e dove i protagonisti sono il direttore, gli agenti, gli operatori tutti di questa complessa realtà e naturalmente i detenuti. Per far vedere il carcere per quello che è con gli uomini che vi sono al suo interno. Contro il pregiudizio che fa parlare del carcere come qualcosa di ignoto e asfittico... quando al contrario racchiude persone...
Prendo il suo libro. A pagina 21 e seguenti il protagonista, il neo direttore di Regina Coeli Carlo Maria Ferrero, alle prese con un pestaggio avvenuto in cella, ragiona così:
Non era quella l'idea del carcere che aveva in testa e sebbene la violenza facesse parte della reclusione, così, gratuita, anche dopo anni di lavoro, non la sopportava, non la comprendeva... Certo la violenza abita il mondo fin dalla sua nascita... ma qui in carcere era diverso...era una violenza più profonda e odiosa. Di un potente contro un indifeso. Di un sistema contro un elemento. Dello Stato contro un individuo. Detenuto. Ma chi detiene cosa? Il carcere detiene gli uomini e la loro libertà. I rinchiusi detengono la colpa?...
Riflessioni sulla pena a parte, il romanzo ci porta a fare conoscenza con personaggi come il carismatico detenuto modello Reiner "aria di un lupo bianco, occhi grigi e taglienti, zigomi scuri...bibliotecario, archeologo, studioso di religioni e orientalista, classe 1908 e simpatizzante, diciamo di destra, detenuto in attesa di giudizio per aver partecipato all'organizzazione di un attentato terroristico, il 2 agosto 1969..." o come il cappellano Mirko Juric che inavvertitamente scopre gli avambracci dove "una serie di cicatrici disegnavano una ragnatela di cui non si intuiva la fine. Al centro, una piccola croce attorniata da una lettera: U".
Tutti tratteggiati con maestria come anche i personaggi minori o come quelli che restano nell'ombra ma che tessono le loro trame. Tra tutti ovviamente emerge Carlo Maria Ferrero il direttore del carcere che si porta dietro il suo personale confronto-scontro col padre "mio padre non si preoccupa di nessuno se non di se stesso: la magistratura serve solo a lui, al partito, alla sua carriera...".
E che da direttore di Regina Coeli diventa anche investigatore. Investigatore dentro il carcere romano dove, all'insaputa o meno dei vertici dell'istituto, si tengono culti misterici, dove fanno la loro comparsa una fantomatica signora Wilson, i servizi segreti, la Cia... in un tutt'uno pericoloso e pieno di suspance.
Ma dove alla fine Ferrero "troverà presto la via per leggere i fatti ... dove troverà nemici, personaggi ambigui, ma anche amici...[rinchiusi] in un mondo piccolo, un microcosmo, dove tutto sembra più grande di quello che è. E dove per ogni evento che turba il suo equilibrio ce ne sarà un altro che lo ristabilirà..."...[fino al momento in cui] "le forze oscure di un qualsiasi male sarebbero svanite per sempre, perché ora il cielo ha davvero una regina".
"Thule, il segno del comando" (in attesa che venga edito da qualche casa editrice) si acquista in rete tramite il mio libro.it. Forse il primo di una serie di gialli ambientati in carcere come è nelle intenzioni di Carlo Brunetti, dirigente penitenziario, professore di diritto e ora scrittore di noir.




martedì 24 settembre 2013

Estratto del libro.


Per tutti gli amici lettori ecco un estratto del libro in pdf.
Questo dovrebbe permettervi di assaggiare l’opera comodamente da casa e rendervi conto immediatamente se gradite lo stile di scrittura e la storia.
Il libro può essere acquistato o sul portale www.ilmiolibro.it o ordinandolo presso le librerie Feltrinelli.

Buona lettura!!